venerdì 6 febbraio 2009

Grande fratello, Federica e Gianluca. Lite e teatrini all'italiana

Non ho amato dacchè è nato questo famoso e bellissimo spettacolo del Grande Fratello.

Secondo me nasce dalla voglia di impicciarsi degli affari altrui, così come quella di sentirsi giudici a pieno titolo: questo riassume lo spirito italiano, popolo che ha personalmente allenato la nazionale in ogni edizione dei mondiali e degli europei di calcio.
Un popolo che ha sempre la critica pronta e la testa fra le nuvole.

Un popolo che fischietta, guarda il cielo e tiene le mani in pasta.
Questo si merita un popolo simile, guardare meretrici e pazzi schizzate, sentirli parlare e adularli. Spesso anche pagando.

La storia ha sempre considerato gli italiani come un popolo arrangiato, di truffaldini... pizza e mandolino. Penso che da questi anni in poi da faciloni passeremo presto ad ipocriti e psicotici.
Il prossimo assurdo sarà quello di sentire un qualche mio coetaneo che affermerà di aver fatto il '68 anche lui.

Per renderci conto del degrado morale in cui siamo, basta analizzare la sensibilità mediatica a certe tematiche. Siamo dei voyeristi, e delle cose più stupide. I giornali che guadagnano su questo, fanno la tendenza.
Una persona che inizia con l'essere cliente di una testata, ne diventa poi dipendente. Essa si farà posto nella mente dell'individuo, quasi come la sostituzione del cervello con carta riciclata scritta male.

Si è parlato che dare troppa sensibilità mediatica agli stupri, che tra l'altro sono impuniti, favorisca il verificarsi del fenomeno, così come lo è stato per i famosi sassi dai cavalcavia.

Finiamo la mattina, già. Appena alzati siamo già stanchi di un'Italia corrotta: un popolo che non ha più memoria della sua Carta Costituzionale, che a leggerla sembra una poesia, ma che ora è defacciata da una classe dirigente che prima ha delegittimato i reati e poi si presenta ai salotti dicendo che siamo in crisi.

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