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Simone Riva "Momo" l'intervista all'autore di Lockdown



 Nel periodo di lockdown abbiamo avuto modo di sperimentare che la nostra vita è cambiata e anche il lavoro si è trasformato. La musica e l'arte grazie alla creatività non si sono di certo fermate. Fra le altre, ne è la dimostrazione la produzione di Simone Riva, in arte Momo, che ha realizzato, in qualità di polistrumentista e produttore, "Lockdown" un lavoro in solitaria ispirato da questo periodo di fermo, doloroso per tanti versi ma anche di riflessione e rinascita. Un ringraziamento a Simone che ci ha dedicato il suo prezioso tempo, oltre che la sua arte, con la seguente intervista!



1.   Presentati, raccontaci il tuo background personale e artistico
Mi chiamo Simone ‘Momo’ Riva sono polistrumentista e produttore musicale.
Nel 2002 ho creato il TdE studio (TdEproductionZ) nel quale da più di 15 anni produco artisti di diverso genere spaziando dal Pop all’Alternative, dal Funk all’HipHop. Ho partecipato alla realizzazione in studio dei 5 album di Naif Herin (Naif, È Tempo Di Raccolto, Faites Du Bruit (Pygmalion/TdE/Pias), Le Civette Sul Comò (Universal/TdE), Metamorfosi) e ho suonato come batterista nel tour europeo dell’artista italo-francese (più di 500 concerti!) accompagnandola anche durante l’emissione televisiva francese Taratatà (2010), in apertura del concerto di Lauryn Hill al Lucca Summer Festival (2007) e a Musicultura (2009). Ho prodotto diversi artisti tra i quali KIOL (I come as I’m) (+ di 1.000.000 di ascolti su Spotify), Arisa con ‘L’amor sei tu’ (di Naif) (presente nel film La peggior settimana della mia vita di Alessandro Genovesi, con Fabio De Luigi)


2.   Raccontaci del tuo ultimo lavoro, “Lockdown”, com’è nato? Cosa rappresenta per te?
 “Lockdown” è nato durante il periodo di quarantena che abbiamo vissuto in questo periodo di Covid-19. Quando ho capito che avrei dovuto rimanere per parecchio tempo da solo mi sono chiuso nel mio studio per due mesi e ho registrato un brano al giorno. Sono arrivato a 44 canzoni registrate, cosi ho deciso di sceglierne 16 e di pubblicarle in un album. È per me importante perché sono rimasto da solo a pensare e a guardarmi dentro e riflettere sul senso della vita in questa situazione surreale, le conclusioni le esprimo in musica e suonando tutti gli strumenti che ci sono nel mio studio (chitarra, basso, batteria, piano…) ho registrato le mie emozioni del periodo.

3.   Quali sono le tue influenze musicali?
Fin da piccolo sono cresciuto ascoltando prevalentemente black music: Stevie Wonder, Miles Davis, Prince, Beck, ma amo anche l’alternative come la musica di Grimes o il TripHop di Tricky e adoro l’HipHop di Common e Lamar, cosi ho pensato di fondere il tutto con le mie immagini musicali e il mio umore quotidiano in Lockdown.

4.   Quali sono le tue attuali o passate collaborazioni musicali?
Come dicevo prima ho lavorato per un decennio con Naif Herin (ora Dolche) con la quale siamo arrivati a collaborare con la New power Generation di Prince andando a registrare a Minneapolis (USA), ho lavorato anche con Bob Coke (Ben Harper) e recentemente sto lavorando a distanza con la cantante americana Marva King (Stevie Wonder, Michael Jackson…).

5.   Raccontaci il tuo ultimo aneddoto o esperienza particolare durante la tua attività artistica, facci ridere o riflettere un po’
Oltre a registrare in studio e suonare in concerto mi piace andare a vedere la musica dal vivo e una sera mi sono ritrovato a ballare sul palco di Prince esibendo più volte la spaccata davanti a 15.000 persone, un’emozione unica e surreale!

6.   I tuoi programmi per il futuro?
Sicuramente riprenderò la mia attività di produttore artistico, ma non è da escludere un altro mio lavoro come solista! Lockdown 2?

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